Come ogni figura professionale, anche quella del progettista, nell’era della “web communication”, ha dovuto rassettare i tradizionali strumenti di lavoro, custodirli (almeno in parte) e misurarsi con la frontiera digitale imperante.

Ma in che termini si possono avvicinare questi due mondi? e, soprattutto quale è il profilo del nostro progettista 2.0?

Si tratta di quel tecnico rimasto per lungo tempo stipato tra le mura anguste del suo studiolo che decide, mosso da indomita curiosità, di scendere nella gremita piazza virtuale e dare una svolta concreta alla sua attività professionale. L’occasione oltre che lucrativa in prospettiva, rappresenta una buona opportunità per rivedere la propria figura professionale e, più in generale, la sua posizione nel contesto sociale reale e mediatico o, per meglio dire, in quell’entità ibrida “metareale”, ove i confini si fanno sempre più indistinti e l’immagine virtuale è considerata, riflesso speculare e verosimile (“photoshoppato” nelle imperfezioni) di quella reale.

In tempi recenti, le sterminate potenzialità offerte dallo strumento digitale, unite alla volontà di svecchiare logiche di lavoro oramai obsolete, hanno permesso di parlare di “web communication” non solo a posteriori, con chiare finalità di promozione mediatica, ma anche a priori e, quindi, con riferimento a quel processo di assemblaggio ideologico propedeutico alla creazione di ogni buon progetto che si rispetti.

Con queste premesse, nasce placeUP, l’innovativa piattaforma web che consente di recuperare e riattivare immobili, attraverso specifici progetti architettonici elaborati e condivisi con gli utenti interessati. Più precisamente, in questo spazio virtuale, gli architetti e i tecnici in generale possono adottare un nuovo sistema di lavoro che allarga i propri orizzonti verso una visione ambiziosa e lungimirante, che esuli dalla circoscritta attività individuale e concepisca il progetto come un cantiere in divenire presieduto da maestranze diverse, vere e proprie fucine di idee, disseminate su larga scala nazionale ed internazionale e tenute insieme dal collettore rete.

L’interazione con la piattaforma è agevolata da planimetrie, render, foto professionali e video emozionali, utili ad acuire l’interesse attorno al progetto; la simulazione virtuale (o “virtual tour”) fornisce, altresì, le chiavi per accedere all’immobile con la possibilità esclusiva di visualizzarne nel dettaglio ogni singola parte, assicurandoci un’esperienza immersiva completa, comodamente seduti alla postazione pc di casa.

Si va definendo in questo modo, non solo un nuovo spazio architettonico, ma anche un “cyberspazio” parallelo, più dinamico, in cui idee, immagini e contenuti viaggiano liberi, travalicando ogni tipo di barriera spazio-temporale; dove attraverso la sezione “idee”, finalizzata a stimolare il dialogo tra i membri della community, nonché nuovi proprietari (o potenziali tali) dello stesso immobile, si accolgono, contestualmente, proposte migliorative al progetto preso in questione.

In questa dimensione avanguardista, il tecnico diviene parte attiva, oltre che esecutiva di un nuovo concept architettonico basato sul confronto e scambio reciproco di competenze.