WELCOME TO placeUP!

Competenza, dedizione e passione per il territorio: sono questi gli ingredienti principe della ricetta Slowfunding, la start up 2.0 che ha ripensato i concetti di “riattivazione” e “rigenerazione”, offrendo la possibilità esclusiva di recuperare immobili di diversa tipologia ed inestimabile valore storico-architettonico in condizione di abbandono e disuso, sfruttando le dinamicità insite nel sistema di “crowdfunding”.

L’iniziativa muove dall’analisi e dall’osservazione acuta del paesaggio, letteralmente invasato da giganti di cemento, destinati ad inghiottire ettari sempre più crescenti di territorio. Il fenomeno ha preso le forme di una piaga irreversibile, costringendo gli operatori del settore immobiliare a cercare nuove soluzioni, indirizzandosi, ad esempio, verso strategie di riqualificazione e ristrutturazione di immobili già esistenti.

Dati alla mano, sembrerebbero occupare ben oltre i 2 miliardi di metri quadri gli immobili italiani (tra cui edifici di un certo pregio), in stato di parziale o totale abbandono e richiedenti interventi di recupero. L’esigenza si scontra, però, con l’impossibilità di sostenere le spese economiche necessarie tanto da parte dei proprietari, che vorrebbero vedere riattivati quegli spazi, tanto dei potenziali acquirenti alle prese, spesse volte, con costi di acquisto, recupero e gestione molto elevati.

La risposta a questa paralisi è in placeUP, l’innovativa piattaforma web, messa a punto dagli architetti Domenico Dimichino e Lia Brisacani, rispettivamente CEO e COO e Creative Director di Slowfunding. Il sistema, basato su un finanziamento collettivo, genera benefici per ambo le parti coinvolte e consente di rimettere in vita luoghi altrimenti serbati all’oblio. Nella fattispecie, i nuovi proprietari vengono a possedere, quindi, le risorse utili a riattivare l’immobile, riabitarlo e condividerlo, soppesandone i costi di gestione e manutenzione. Ciò permette di affrancare il rapporto proprietario-acquirente da una condizione di stallo e stagnante immobilismo, stimolando, di contesto, la creazione di interessanti processi di interazione comunitaria e nuove forme di cooperazione tra singoli.

“Il nostro obiettivo è far diventare questo strumento funzionale ad approfondire nuove prospettive di sviluppo immobiliare e sgombrare il mercato da logiche di azione obsolete e spesso improduttive”.

In altre parole, è oggi necessario definire un modello gestionale credibile intercettando le sensibilità e la carica ideologica propulsiva dei citymakers, noti ai più come “gli imprenditori del nuovo millennio”.

Di questo e altro ancora, si occuperà placeUP, un team di architetti, ingegneri e professionisti del campo immobiliare, che hanno fatto dell’innovazione un tratto distintivo e della sinergia un valore aggiunto, trasformando lo studio del territorio in un’idea imprenditoriale fresca e versatile.